Alla scoperta degli uccelli dell’Oasi naturalistica di Isola S. Antonio (AL)

L’Oasi Naturalistica di Isola Sant’Antonio è un’area umida nata dalla rinaturalizzazione dell’ex cava di sabbia e ghiaia operata negli anni ‘90 dall’Ente di gestione delle Aree Protette del Po vercellese-alessandrino.
Si tratta di circa 88 ettari, buona parte dei quali occupati da due grossi bacini idrici di acqua sorgiva, saltuariamente comunicanti tra loro e, in occasione di eventi di piena, con il fiume Po, denominati Lago di Brusa Vecchia e area umida di San Siro. Si tratta di Siti Natura 2000: l’area si colloca all’interno della ZPS IT1180028 “Fiume Po – tratto vercellese alessandrino” e ai margini del SIC IT1180027 “Confluenza Po-Sesia-Tanaro”.
L’area di studio è stata interessata da interventi di miglioramento e riqualificazione ambientale da parte dell’Ente di Gestione delle Aree protette del Po vercellese alessandrino che hanno portato alla realizzazione di aree umide, aree boscate e arbusteti tipici dell’ambiente dei grandi fiumi, in un territorio dal carattere fortemente agricolo posto all’interno della fascia fluviale del Po.
Gli interventi di riqualificazione sono stati prevalentemente finalizzati al riassetto morfologico della zona, tramite il recupero in chiave naturalistica di un’area oggetto in precedenza ad attività di escavazione per l’estrazione di sabbia e ghiaia.
La vegetazione del sito comprende soprattutto specie legate agli ambienti acquatici e ripariali, ed è in gran parte derivante dagli interventi di ripiantumazione di alberi e arbusti autoctoni. Il paesaggio è contraddistinto dalla presenza di Pioppo nero e Pioppo bianco, Salice bianco, Biancospino, Corniolo, Nocciolo ed Evonimo.
E’ un’oasi naturalistica molto interessante sia dal punto di vista turistico-ricreativo che sotto il profilo dell’approfondimento scientifico: un vero e proprio laboratorio a cielo aperto!
Nell’area sono stati fruibili 6 capanni per l’osservazione naturalistica, gestiti dall’Associazione Naturalistica Codibugnolo.
Con una costante attività di ricerca sul campo e monitoraggio, avviate da parte dell’Associazione Naturalistica Codibugnolo, in convenzione con l’Ente di Gestione delle Aree protette del Po vercellese alessandrino, a partire dal 2014, sono stati raccolti i dati relativi alle presenze di uccelli e i risultati sono davvero sorprendenti!
L’Oasi conta 158 specie, di cui 43 nidificanti e 31 di interesse comunitario (Allegato I della Direttiva “Uccelli”), 53 SPEC – Species of European Conservation Concern secondo BirdLife International. L’area è importante per la nidificazione di Fistione turco, Tarabusino, Cavaliere d’Italia, Pavoncella, Occhione, Sterna comune, come luogo di sosta per numerose specie di interesse conservazionistico legate agli ambienti acquatici, e per la presenza di una significativa aggregazione di Garzetta.
Il Fistione turcofrequenta con regolarità l’Oasi almeno dal 2014, quando sono stati osservati 7 individui (4 femmine e 3 maschi). Vi nidifica dal 2015, quando è stata accertata la riproduzione di 2 coppie nella zona umida di San Siro, per un totale di 17 nidiacei e un successo riproduttivo (giovani involati) del 90%! Si tratta di uno dei pochi siti noti in cui è stata accertata la nidificazione della specie in Pianura Padana: quest’anno sono state avvistate due femmine con i pulcini, una addirittura con 8 otto piccolini al seguito.
La Garzetta è regolarmente presente tutto l’anno. L’incremento di presenze nell’aggregazione coincide con il periodo di involo dei giovani dell’anno (luglio, agosto) ed è riconducibile ai giovani provenienti dalla vicina garzaia di Tortorolo di Pieve del Cairo (PV). Ogni partenza migratoria di gruppi numericamente consistenti (oltre i 100 individui) è stata sempre preceduta da momenti di irrequietezza. Durante il periodo invernale, il dormitorio viene utilizzato da una media di 10-30 individui e l’accesso al sito è graduale, spesso da parte di un individuo alla volta, mentre nel periodo primaverile/estivo spesso vi accedono a gruppi, posizionandosi inizialmente di fronte al dormitorio e manifestando una sorta di rituale di attesa prima dell’ingresso. Circa un’ora prima che si manifesti una forte perturbazione (o un forte vento), le presenze in ingresso delle garzette sono risultate infatti anticipate e più rapide. Il dormitorio oltre alle garzette, nel 2014, 2015 e 2016 ha anche ospitato gruppi di aironi bianchi maggiori, di aironi guardabuoi, di ibis sacri, spatole, sgarza ciuffetto. Dall’aprile 2015 il dormitorio ospita anche un gruppo di cormorani, inizialmente nella stessa zona delle garzette e successivamente, per il numero crescente di cormorani stessi, anche nelle aree limitrofe.
Il Cavaliere d’Italiaè presente nella zona umida di San Siro durante le migrazioni e, nel 2014-2016, con 5-18 coppie nidificanti. Nel 2014 la forte predazione da parte di cornacchia grigia e gabbiano reale, il disturbo antropico proveniente da vicine strutture turistiche, il passaggio di cinghiali provenienti dal Po e il basso livello della falda hanno portato molte coppie a perdere la prima covata e ad effettuare una covata di rimpiazzo verso la parte centrale dell’area umida, più protetta. Nel 2015 sono stati rilevati 5 nidi, con 18 nidiacei: in questo caso ad incidere sulla quantità e successo della riproduzione è stato il livello basso dell’acqua e la predazione da parte di cornacchie grigie, in quanto gli accessi e ingressi ad animali e persone erano stati ridotti o eliminati del tutto. Nel 2016 sono stati censiti 18 nidi con 12 nidiacei; in questo anno, con un livello idrico ulteriormente più basso del 2015 tutti i cavalieri d’Italia hanno costruito i nidi in una nuova zona, lungo una striscia di terra emersa in mezzo all’area umida di San Siro. Tuttavia, a causa del successivo brusco innalzamento del livello dell’acqua, causato da una settimana circa di piogge a metà di maggio, gli animali hanno perso parte dei loro nidi (nonostante i tentativi di innalzare il nido con impalcature di legnetti) e alcuni di loro hanno effettuato una seconda covata di rimpiazzo non sempre andata a buon fine, anche a causa della forte predazione da parte delle cornacchie grigie. Nel 2016 nello stesso sito riproduttivo scelto dai Cavalieri d’Italia si sono riprodotte alcune coppie di pavoncelle. Le due specie in fase di cova hanno cooperato per difendersi dai predatori, soprattutto da cornacchie grigie, gabbiani reali e falchi di palude.
Tra le specie che frequentano l’Oasi durante le migrazioni la Volpoca, la Canapiglia, il Falco pescatore, la Pavoncella e le Gru!
Mentre presenti tutto l’anno il Germano reale, l’Airone guardabuoi, l’Airone cenerino e l’Airone rosso. E poi ancora Martin pescatore, Gruccione, Codibugnolo, Cannareccione, Usignolo…
Per saperne di più vi invitiamo a leggere l’intero articolo sul nostro sito alla pagina: http://parcodelpoalessandriavercelli.it/wp-content/uploads/2019/07/avifauna-isola-santonio.pdf, ma soprattutto a visitare l’Oasi Naturalistica di Isola Sant’Antonio contattando l’Associazione Naturalistica Codibugnolo. Cell: 333.2648723 (Daniela) – 347.8823023 (Roberta) codibugnolo@hotmail.it

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