Emozioni in volo con “Fierobecco” Il racconto del “Progetto Occhione 2019” all’Oasi naturalistica di Isola Sant’Antonio (AL)

Per il settimo anno consecutivo la riproduzione della coppia di Occhione (Burhinus oedicnemus L.), che ha scelto l’Oasi Naturalistica di Isola Sant’Antonio (AL) come propria dimora, è andata a buon fine, portando all’involo un giovane!
Quest’anno, dal punto di vista climatico, la stagione riproduttiva per l’Occhione era cominciata bene (la coppia è arrivata a marzo) con un aprile dalle temperature mediamente più alte del normale. Il mese di maggio, invece, è stato davvero difficile per molte specie e diversi migratori (tra cui l’Occhione), che hanno dovuto affrontare temperature insolitamente basse per il periodo. Proprio le condizioni meteorologiche sfavorevoli, aggravate dai continui venti freddi e soprattutto la violenta grandinata dell’8 maggio, hanno ridotto da due a una le uova in cova della coppia presente nell’oasi. Durante il nubifragio, nonostante la femmina fosse rimasta immobile sopra il nido, per proteggerlo, rischiando la sua stessa vita, una delle due uova si è danneggiata gravemente, portando alla schiusa dell’unico uovo rimasto, pochi giorni dopo. 
Il nidiaceo sopravvissuto ha mostrato fin da subito i tratti comportamentali fieri, tipici della specie, che gli sono valsi il soprannome di “Fierobecco”: il piccolo, infatti, si è distinto per coraggio e intraprendenza nei confronti dei sistematici attacchi dei predatori (volpi e cornacchie) e dei passaggi di cinghiali, raggiungendo l’indipendenza anche con qualche giorno di anticipo rispetto al periodo medio di involo dei giovani di questa specie.
Tutte le informazioni che riportiamo sono state raccolte grazie a un monitoraggio costante (spesso quotidiano) condotto dall’Associazione Naturalistica Codibugnolo, grazie al capanno di osservazione riadattato alla fotografia naturalistica, in collaborazione con SKUA Nature Group; a ciò si sono aggiunti importanti interventi di miglioramento ambientale condotti dall’Ente-Parco, nell’ambito della misura 4.4.3 del Piano di Sviluppo Rurale (PSR)
L’associazione ha seguito e monitorato tutte le varie fasi della riproduzione della specie, compresi i momenti (selezionati, gestiti e programmati) di presenza di un numero sempre limitato di fotografi (accolti con una frequenza idonea a non disturbare gli animali), con il fine di garantire la tranquillità e la sicurezza della coppia e poi della famiglia di occhioni. In quei momenti, una Guida Ambientale Escursionistica dell’Associazione Naturalistica Codibugnolo, che è anche Guida del Parco, ha fornito costantemente informazioni specifiche al pubblico per far conoscere la specie con le sue esigenze e peculiarità, rimanendo sempre presente durante le sessioni fotografiche.
Ogni volta si rinnova la forte emozione di poter assistere e studiare in maniera discreta e rispettosa una “fase di vita” di una specie elusiva come l’Occhione, che basa il suo comportamento sul mimetismo, rendendosi invisibile agli occhi del possibile predatore, posto anche a breve distanza.
I monitoraggi sono stati finalizzati ad acquisire nuovi e importanti dati, per poter elaborare misure di conservazione sempre più adeguate alle esigenze della specie. Restano impressi nel ricordo i tanti e diversi momenti di vita della coppia di Occhione osservati anche in quest’anno: dal cambio di posto sincronizzato per la cova delle uova, alla difficile accettazione da parte della femmina dell’uovo perso; dall’emozionante momento che ha visto la prima comunicazione dei genitori con il piccolo, alla frenetica corsa a caccia di insetti appena dopo un temporale. E poi…l’inconfondibile verso…un “Turlip” che quando si fa sentire tocca l’anima.
La stagione riproduttiva 2019 per questa specie “magica” per il momento è conclusa, ma il lavoro delle Guide dell’Associazione Naturalistica Codibugnolo, Daniela e Roberta, gestori dell’Oasi Naturalistica di Isola Sant’Antonio, prosegue senza sosta. Continueranno a monitorare, studiare e proteggere la biodiversità del popolo dell’acqua presente in quest’area e ai suoi confini, cercando fra le altre cose di preservare l’idoneità dei siti riproduttivi, anche sui greti fluviali, esposti a disturbo antropico di vario genere.
Ogni anno si attende quel primo “Turlip”, segnale inconfondibile dell’arrivo dell’Occhione, che attiva tutte le azioni concrete di protezione e monitoraggio. In modo discreto si rimane in disparte, con la speranza che tutto proceda per il verso giusto fino alla schiusa e, quindi, al primo volo dei giovani. Da una sera all’altra, poi, partiranno verso altri territori. Da quel momento si attiveranno altrettante azioni volte alla preparazione e al mantenimento del sito riproduttivo al fine di poter tornare a riascoltare il canto dell’Occhione, migratore notturno e magico incantatore di anime.
Per informazioni
www.associazione-codibugnolo.com
Daniela Meisina
Roberta Valle
Guide Ambientali Escursionistiche dell’Associazione Naturalistica Codibugnolo

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