Il racconto del Festival delle Orchidee selvatiche di Pecetto di Valenza

Metti una domenica di sole, metti una collina fiorita, metti un gruppo di amanti della natura e delle passeggiate all’aria aperta, il risultato è una bella giornata di primavera alla scoperta delle orchidee selvatiche.
Pecetto di Valenza è un piccolo paese sulla cima della collina dominata dalla sua Rocca, da cui si apre un vasto panorama sulla pianura fino all’arco alpino. A ovest del borgo, si alza il modesto rilievo del Bric Montariolo, un tempo coperto dalle vigne di coloro che vivevano di agricoltura prima di dedicarsi all’attività orafa. L’abbandono delle vigne ha fatto sì che la natura si impadronisse nuovamente della collina, tanto che grazie alla sua elevata biodiversità, nel 2012 è stata riconosciuta dalla Regione Piemonte come Riserva naturale.
È proprio attraverso questi prati, radure e boschetti che, domenica 28 aprile, si è svolta la sesta edizione del Festival delle Orchidee selvatiche. Le guide del Parco hanno accompagnato lungo i sentieri oltre duecento persone interessate a conoscere le orchidee e a fotografarle. Alcuni di loro hanno partecipato perché incuriositi dalla possibilità di diventare “custodi di orchidee”, ruolo previsto dal progetto LIFEorchids, finanziato dalla Comunità Europea, per il miglioramento e la conservazione delle orchidee spontanee.
L’Università di Torino è capofila del progetto, di cui sono partner, oltre all’Ente di gestione delle Aree protette del Po vercellese-alessandrino, l’Università di Genova, il CREA-OF di Sanremo, Legambiente Lombardia Onlus, l’Ente di gestione del Parco di Portofino e la Czech Union for Nature Conservation. La finalità principale del progetto è di incrementare l’estensione delle praterie aride semi-naturali, ricche di orchidee, che sono attualmente tra le comunità vegetali più minacciate in Europa, a causa della loro sensibilità ai cambiamenti nell’uso del suolo. Per raggiungere lo scopo saranno sanciti accordi di custodia con i proprietari di terreni particolarmente interessanti e saranno anche acquistati alcuni appezzamenti, con la creazione di micro-riserve di orchidee in zone selezionate delle aree protette coinvolte. Il collegamento con il Parco di Portofino è stato reso ancora più evidente grazie all’intervento di una guida naturalistica locale, che ha illustrato le caratteristiche principali di una delle più note località liguri, quel promontorio dove si fondono mirabilmente peculiarità naturalistiche, culturali e paesaggistiche.
Per tutta la giornata, inoltre, è stato possibile visitare la Rocca e il Centro Culturale “Giuseppe Borsalino”, con il suggestivo allestimento “Il mare a Pecetto di Valenza”, composto da pannelli didattici, scenografie e diorami che accompagnano il pubblico e lo introducono alle tematiche della paleontologia, spiegando efficacemente il lento affermarsi della disciplina e le competenze necessarie per realizzare scavi e ricerche sui fossili.
L’appuntamento è per il prossimo anno!

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