LE SPECIE ESOTICHE (ALIENE) INVASIVE

Le specie esotiche invasive – indicate in breve come “IAS”, dalle parole inglesi “Invasive Alien Speciessono   animali e piante introdotte dall’uomo, accidentalmente o deliberatamente, in un ambiente naturale in cui non si trovano normalmente, con gravi conseguenze negative per il loro nuovo ambiente. Rappresentano una grave minaccia per le piante e gli animali originari del luogo (nel nostro caso l’Europa), causando ogni anno danni per miliardi di euro all’economia europea. Poiché le specie esotiche invasive non rispettano i confini, è entrato in vigore il 1 ° gennaio 2015 il regolamento dell’Unione Europea n. 1143/2014 che prevede una serie di misure da adottare. Sono previsti tre distinti tipi di misure per combattere le IAS: prevenzione, individuazione precoce con eradicamento rapido e gestione. Le specie incluse nell’elenco  sono anche soggette a restrizioni che riguardano conservazione, importazione, vendita, riproduzione e crescita. Tramite questo link è possibile accedere agevolmente all’elenco delle 49 specie IAS dell’Unione Europea: http://ec.europa.eu/environment/nature/invasivealien/list/index_en.htm
La Commissione Europea ha sviluppato un meccanismo di scambio di informazioni per facilitare l’attuazione della politica  sulle specie esotiche invasive: la rete europea di informazione sulle specie aliene (EASIN) . Se sei interessato a diventare un cittadino scienziato e vuoi aiutare a monitorare le specie esotiche invasive (IAS) nella tua regione, puoi utilizzare l’applicazione “Invasive Alien Species in Europe“. Sviluppata dal Centro comune di ricerca della Commissione Europea, questa interessante funzione consente di segnalare la presenza  delle IAS in Europa, consentendo ai cittadini di contribuire a rilevare tempestivamente nuove invasioni. La app può essere scaricata dai seguenti link:
Apple iTunes Store  https://itunes.apple.com/it/app/invasive-alien-species-in/id1117811993?mt=8
Google Play Store  https://play.google.com/store/apps/details?id=eu.europa.publications.mygeossias
Da qualche anno è stato attivato un Gruppo di Lavoro sulle specie vegetali esotiche, riconosciuto e coordinato dalla Regione Piemonte – Direzione Ambiente, Governo e Tutela del Territorio (Settore Biodiversità e Aree Naturali). Questo gruppo ha prodotto, tra gli altri, i seguenti materiali informativi che si possono scaricare in formato “.pdf” dal sito istituzionale regionale:
Manifesto specie esotiche invasive vegetali e relativi divieti
www.regione.piemonte.it/web/sites/default/files/media/documenti/2019-01/divieti_dal_2017.pdf
Opuscolo piante esotiche invasive   www.piemonteparchi.it/cms/images/pubblicazioni/opuscolo_piante_esotiche_invasive_2017_dinamico.pdf
Finora, all’interno delle Aree protette del Po vercellese-alessandrino sono state rinvenute in natura le seguenti IAS vegetali che vengono costantemente monitorate e, in alcuni casi, sono già state oggetto di azioni di eradicazione/controllo da parte dell’Ente-Parco:
Ludwigia peploides  www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=9312
Elodea nuttallii  www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=2845
Asclepias syriaca  www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=969
Impatiens glandulifera  www.actaplantarum.org/flora/flora_info.php?id=4172

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La normativa vigente identifica come “Ente di gestione delle aree protette del Po vercellese-alessandrino” un ente strumentale della Regione Piemonte piuttosto complesso e articolato, derivante dalla legge regionale 3/8/2015, n. 19 che ha parzialmente modificato la L.R. 29/6/2009, n. 19 «Testo unico sulla tutela delle aree naturali e della biodiversità». Questo Ente gestisce, in piccola parte direttamente e in gran parte indirettamente, 12 aree protette: 8 sono Riserve naturali inserite nel Sistema delle Aree protette della Fascia fluviale del Po – Isola Santa Maria, Ghiaia Grande, Sponde fluviali di Casale Monferrato, Confluenza del Sesia e del Grana e della Garzaia di Valenza, Bric Montariolo, Boscone, Confluenza del Tanaro, Castelnuovo Scrivia – che interessano i comuni di Verrua Savoia (in provincia di Torino), Crescentino, Fontanetto Po e Trino (in provincia di Vercelli), Moncestino, Camino, Morano sul Po, Pontestura, Casale Monferrato, Frassineto Po, Valmacca, Bozzole, Valenza, Pecetto di Valenza, Bassignana, Alluvioni Cambiò, Isola Sant’Antonio e Castelnuovo Scrivia (in provincia di Alessandria); un’altra è la Riserva naturale del Torrente Orba, che interessa i comuni di Bosco Marengo, Capriata d’Orba, Casalcermelli e Predosa (tutti in provincia di Alessandria); a queste si aggiungono la Riserva naturale della Palude di San Genuario, il Parco naturale del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino e la Riserva naturale di Fontana Gigante (poste in sequenza da ovest a est e incastonate nel mosaico delle risaie vercellesi), che interessano i comuni di Crescentino, Fontanetto Po, Tricerro e Trino. Quasi tutte le aree protette elencate, con l’eccezione di quella del Torrente Orba, sono associate a un’Area Contigua esterna che funge da raccordo urbanistico con il territorio circostante.
L’Ente-Parco gestisce anche 3 Siti di Importanza Comunitaria (SIC), 7 Zone Speciali di Conservazione (ZSC) e 5 Zone di Protezione Speciale (ZPS) facenti parte della Rete Natura 2000, che si sovrappongono in buona parte alle aree protette e alle aree contigue poc’anzi citate. 

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