In epoca storica il Capriolo era diffuso in tutta l’Italia continentale ed in Sicilia ma, a partire dal XVI secolo, le popolazioni subirono drastiche riduzioni numeriche. Nel 1945 si registrò il minimo storico di circa 10.000 individui.

La ripresa della specie, dovuta soprattutto all’aumento di superfici boscate in aree montane e ad interventi di reintroduzione, portò negli anni ’90 a stime di circa 240.000 individui.

In Provincia di Alessandria il Capriolo ha ricolonizzato dapprima le aree appenniniche e collinari e, recentemente, anche le zone di pianura delle Province di Alessandria e Vercelli. Nel territorio del Parco le prime segnalazioni di questo ungulato risalgono al 1995 all’interno della Riserva Naturale Speciale del Torrente Orba.

Nel 2003 il censimento invernale effettuato in battuta nell’area del Comune di Predosa ha portato ad una stima di 4 animali per 100 ettari, una densità molto bassa, superata abbondantemente dalle presenze attuali, con la ricolonizzazione, da monte verso valle, di tutto il tratto fluviale di pertinenza dell’area protetta.
A partire dalla fine degli anni ’90 la specie è stata osservata anche lungo il fiume Po, inizialmente in area collinare  e, da qualche anno, anche in pianura, a partire dal territorio del Comune Trino.

Laura Gola