(Coleoptera, Carabidae)

Tra tutte le famiglie dello sterminato ordine dei Coleotteri, i carabidi sono una delle più studiate e meglio conosciute, e questo non soltanto per l’aspetto accattivante della livrea di molte specie, ma anche e soprattutto per lo straordinario successo adattativo e, di conseguenza, l’incredibile diversità di questi insetti in pressoché tutti gli ambienti terrestri, aspetti che conferiscono loro un elevato interesse in campo sistematico, faunistico e biogeografico. I carabidi inoltre, avendo in genere stretti legami con i fattori ambientali (edafici, vegetazionali e climatici) e svolgendo nella maggioranza dei casi un ruolo di predatori (pur con numerose eccezioni) all’apice di molteplici piccole catene alimentari, possono rivestire un utile ruolo di bioindicatori ecologici e costituire un efficace strumento di comprensione del grado di stabilità o di degrado degli ambienti (Thiele, 1977).
Gli ambienti ripari ospitano associazioni carabidiche molto ricche e diversificate, in conseguenza dell’elevata igrofilia di molte specie e della peculiare dinamica degli ecosistemi fluviali, in grado di offrire nicchie ecologicamente assai differenziate. Numerose indagini sono state promosse dal Parco fluviale del Po e dell’Orba allo scopo di studiare la carabidofauna delle aree protette, incominciando da quella di Allegro & Sciaky (2001) che riguarda un ampio tratto ripario del Po tra Casale Monferrato e Alluvioni Cambiò, con le Riserve naturali della Confluenza del Sesia, della Garzaia di Valenza, del Boscone di Bassignana e della Confluenza del Tanaro (Allegro & Sciaky, 2001), proseguendo con lo studio della Riserva naturale del Torrente Orba (Allegro et al., 2004), della Riserva naturale di Ghiaia Grande (Allegro, 2007) e dei SIC di Fontana Gigante (Allegro, 2005a) e della Palude di San Genuario (Allegro, 2005b).
Queste indagini hanno portato alla luce una fauna estremamente ricca (in totale oltre 200 specie, pari a circa 1/6 dell’intera fauna italiana), ma anche una situazione di progressivo degrado e di crescente isolamento degli scarsi lembi residui di bosco ripario, come testimonia la scarsa presenza di carabidi strettamente silvicoli in pressoché tutti gli ambienti studiati. È eclatante in questo senso la totale assenza di elementi silvicoli caratterizzati da ali ridotte a Fontana Gigante, nonostante la prossimità con il Bosco della Partecipanza di Trino, in seguito alla totale distruzione del manto boschivo nel secolo scorso per fare posto agli allevamenti ittici. Anche le Riserve naturali di Ghiaia Grande e del Torrente Orba hanno evidenziato evidenti limiti faunistici in tal senso. Sono tuttavia ancora presenti, seppur rari, alcuni elementi di chiara impronta relittuale, talvolta caratterizzati da spinta specializzazione alimentare, come ad esempio Leistus ferrugineus (fig. 1), specializzato nella predazione di collemboli, ormai raro nei boschi planiziali.
Sono invece molto ricche le associazioni carabidiche dei greti e delle zone umide, con una folta presenza di elementi igrofili talvolta rari o a distribuzione ristretta. Va sottolineata ad esempio la presenza di Abacetus salzmanni (fig. 2) nella Riserva naturale del Torrente Orba, specie ad areale mediterraneo-occidentale di chiara provenienza appenninica, oppure di Pterostichus gracilis a Fontana Gigante, conosciuto di pochissime stazioni in territorio padano.
Anche le praterie aride, soggette nella stagione estiva a rapido disseccamento del terreno in relazione alla sua tessitura sciolta e alla scarsa copertura vegetale, ospitano numerose specie tendenzialmente termofile e xerofile, destinate probabilmente ad espandere il loro areale in un prossimo futuro a seguito del riscaldamento globale del pianeta. Si tratta in gran parte di specie con ali sviluppate, caratterizzate da elevata vagilità, comuni anche nei coltivi agrari, ma talvolta anche di specie ecologicamente molto esigenti e a distribuzione strettamente localizzata, come è il caso di Pangus scaritides (fig. 3), conosciuto in Piemonte soltanto della Riserva di Ghiaia Grande.

Gianni Allegro