Chirotteri1

Mammiferi straordinari e sorprendenti, i chirotteri riescono a suscitare meraviglia e stupore, non appena li si conosce meglio. Sono, infatti, i soli mammiferi che hanno sviluppato la capacità di volare attivamente, esattamente come gli uccelli e hanno evoluto un sofisticato sistema di biosonar, basato sull’eco di ritorno degli ultrasuoni emessi, che permette loro di volare nel buio più assoluto e di trovare il più piccolo insetto nascosto tra le foglie o la corteccia di un albero.
Molto sensibili alle modificazioni ambientali, i chirotteri sono particolarmente minacciati dalle moderne attività umane, quali l’utilizzo di pesticidi in agricoltura, la banalizzazione del paesaggio, il disturbo antropico nei rifugi, il taglio di alberi di grandi dimensioni I pipistrelli giocano un ruolo importante nella biodiversità e negli equilibri ecologici, molte specie sono in forte regresso numerico ed è necessario tutelarli con azioni mirate alla conservazione che prevedano una corretta gestione dei siti di rifugio e degli habitat di caccia.
Elemento fondamentale per attivare qualsiasi misura di conservazione nei loro confronti è la conoscenza delle popolazioni e la distribuzione delle diverse specie sul territorio. Per questo motivo il Parco del Po tratto alessandrino-vercellese, ha realizzato tra il 2003 e il 2004 una ricerca volta ad acquisire informazioni sulla distribuzione delle diverse specie di Chirotteri presenti nell’area protetta e sugli habitat frequentati durante l’attività di foraggiamento. Fino ad allora gli unici dati disponibili si riferivano alla presenza di 9 specie relative ad alcuni reperti museali o a sporadiche citazioni bibliografiche. L’indagine è stata realizzata mediante il controllo dei possibili di rifugi diurni (case abbandonate, chiese, ponti), catture con apposite reti nelle aree di alimentazione o lungo le linee preferenziali di volo e con l’uso del bat detector (rilevatore di ultrasuoni). La ricerca ha interessato il tratto di Po di competenza del Parco e le aree protette del torrente Orba, palude di San Genuario e Fontana Gigante.

I dati raccolti hanno permesso di accertare la presenza di 13 specie di Chirotteri che, assieme alle citazioni storiche relative al rinolofo minore Rhinolophus hipposideros e al rinolofo euriale Rhinolophus euryale (non confermate nella presente ricerca), portano a 15 il numero di specie conosciute per l’area protetta. Tutte sono state segnalate lungo il fiume Po, mentre per le altre aree indagate si è potuto ottenere informazioni più limitate con poche specie appartenenti al solo genere Pipistrellus.
La specie maggiormente contattata è stata il pipistrello albolimbato Pipistrellus kuhlii, seguita dal serotino comune Eptesicus serotinus, dal pipistrello nano Pipistrellus pipistrellus e dal pipistrello di Savi Hypsugo savii. Queste sono risultate ampiamente distribuite all’interno dei confini del Parco e hanno utilizzano una grande varietà di habitat per l’attività di caccia, compresi quelli antropizzati come i centri abitati. Non mancano però le rarità come il rinolofo maggiore Rhinolophus ferrumequinum e il vespertilio minore Myotis blythii . Queste due specie sono state segnalate in un’unica località nel comune di Verrua Savoia, in particolare per il vespertilio minore è stata scoperta una grossa colonia riproduttiva situata all’interno della fortezza sabauda. Tale colonia rappresenta una delle quattro conosciute in Piemonte ed è quella costituita dal maggior numero d’individui. Censimenti realizzati con l’ausilio di videocamere all’infrarosso, infatti, hanno permesso di censire circa 1.700-1.800 femmine prima dei parti nel mese di giugno.
I dati raccolti hanno consentito di redigere un primo elenco delle specie presenti lungo il fiume Po e nelle altre aree protette gestite da Parco e fornire utili indicazioni  sulla loro distribuzione.
Oltre a queste preziose informazioni è stato possibile valutare, mediante appositi transetti e punti d’ascolto realizzati con il bat-detector, la frequentazione degli habitat per l’attività di caccia da parte delle diverse specie.
E’ stato evidenziato come le aree umide naturali ed artificiali, quali i corsi d’acqua, stagni, laghi siano stati gli ambienti maggiormente utilizzati dai chirotteri per l’attività di foraggiamento. In questi habitat sono state segnalate 6 specie diverse, alcune delle quali strettamente legate agli ambienti umidi in particolare il vespertilio di Daubenton Myotis daubentonii, chirottero contattato in attività di caccia in molte località situate lungo i corsi d’acqua e del quale sono stati trovati alcuni rifugi sotto alcuni ponti lungo il fiume Po.

Chirotteri2
1vespertilio_di_monticelli

Gli ambienti forestali sono anch’essi utilizzati da un buon numero di specie, in particolare i boschi ripari dove sono state contattate sei specie quali il pipistrello di Nathusius Pipistrellus nathusii, chirottero migratore che si riproduce nei paesi centro europei e che trascorre l’inverno nel bacino del Mediterraneo, contatto in attività di caccia quasi esclusivamente ai margini della vegetazione forestale e in prossimità di ambienti umidi.
Gli ambienti antropizzati (edificati, ambienti agrari) presentano un numero più limitato di specie dove registrano, però, un elevato numero d’individui. In questi habitat sono stati contattati prevalentemente il pipistrello albolimbato, il pipistrello di Savi e il serotino comune.
La ricerca, seppure preliminare, ha consentito di redigere delle prime indicazioni gestionali finalizzate alla conservazione dei chirotteri. In particolare sono state fornite delle misure per la gestione degli edifici ospitanti colonie di chirotteri e la tutela degli habitat forestali utilizzati per l’attività di caccia. Azioni concrete hanno, invece, interessato la colonia riproduttiva di Verrua Savoia localizzata al di fuori dell’area protetta del Po, ma che è stata inserita all’interno del sito Natura 2000 IT1180028 “Fiume Po tratto alessandrino-vercellese”, garantendo così una qualche forma di tutela, grazie anche all’interessamento del comune stesso.
In base agli esiti della ricerca, appare evidente come la chirotterofauna del Parco risulti di grande interesse e meritevole di implementare le informazioni attraverso l’ incremento delle ricerche da svolgere nei prossimi anni. Queste permetteranno di verificare la presenza di nuove specie e di definire con maggiore dettaglio la distribuzione di quelle attualmente segnalate, consentendo così di attuare delle azioni di conservazioni sulla chirotterofauna sempre più efficaci e concreti.
Roberto Toffoli