Il territorio dei comuni del Parco e della sua Area turistica costituisce il Museo diffuso della storia e del paesaggio del Po.

Potrete scoprirne i “pezzi da collezione” seguendo le indicazioni riportate sulla cartina e aiutandovi con le chiavi di lettura del Centro di interpretazione del paesaggio del Po, presso Palazzo Mossi a Frassineto Po.

Il Museo diffuso è composto di moltissimi punti, alcuni sono arricchiti da allestimenti che offrono approfondimenti sui diversi temi; altri verranno realizzati in futuro.

L’invito è in ogni caso di farne un’esperienza personale: osservare e verificare, camminare attraverso i luoghi, … portare solo ricordi, lasciare solo impronte!

 

Punti di lettura del Museo diffuso

Il territorio dei comuni del Parco e della sua Area turistica costituisce il Museo diffuso della Storia del paesaggio del Po. Potrete scoprirne i “pezzi da collezione” seguendo le indicazioni riportate sulla cartina e aiutandovi con le chiavi di lettura del Centro di interpretazione del paesaggio del Po, presso Palazzo Mossi a Frassineto Po.  È composto da moltissimi punti,  alcuni sono arricchiti da allestimenti che offrono approfondimenti sui diversi temi; altri verranno realizzati in futuro. L’invito è in ogni caso di farne un’esperienza personale: osservare e verificare, camminare attraverso i luoghi, …portare solo ricordi, lasciare solo impronte!

1. Verrua Savoia: La Rocca e il geosito. *
Domina il fiume in sponda destra: la posizione strategica gli ha assegnato un posto nella Storia: fortezza che fu determinante per l’affermazione del ducato di Savoia, subendo un lungo assedio nel 1705. La cava di calcare a valle della Fortezza è ora chiusa, è in allestimento un geosito visitabile: i fossili che si possono ritrovare sono i testimoni del mare che un tempo ricopriva la pianura padana.
La storia segnò questo luogo con un altro drammatico evento: nel 1957 una frana si staccò dalla collina: crollò la “verruca”, l’enorme massa di calcare travolse un edificio, il ponte, la strada, provocò 6 morti.
Il Ponte che collega Verrua  Savoia a Crescentino, terminato nel 1899, è importante nell’evoluzione del paesaggio, perché ha soppiantato i porti natanti che collegavano le due sponde, potenziando gli scambi commerciali, sociali.  Sul ponte passano i Sentieri della libertà , appositamente segnalati e noti per le vicende legate alla Resistenza e lotta partigiana. Info: Comune di Verrua Savoia tel. 0161849144, 0161849112, www.comune.verruasavoia.to.it

2. Crescentino: Cascina Ressia. *
Passato il ponte sul Po, direzione Crescentino, girare a destra verso frazione Mezzi e proseguire verso frazione Porzioni. È vicina alla Doretta, piccolo corso d’acqua che fu un tempo un braccio del fiume, di grande interesse naturalistico anche per il vicino bosco di ontani. Sede della locale associazione di pescatori, uno degli edifici è in gestione all’Ente-Parco ed è Centro di educazione ambientale, per attività che coinvolgono gli istituti scolastici della zona.

3. Crescentino: Isola di Santa Maria.
Raggiungibile dalle frazioni Porzioni o Santa Maria, attraverso un guado. Il Comune ha affidato l’area in gestione all’Ente-Parco, che ha ricostituito il bosco con specie tipiche della fascia fluviale: pioppi bianchi, pioppi neri, querce, frassini, olmi, biancospini, noccioli.

4. Riserva Naturale Speciale della Palude di San Genuario. *
Percorrendo la strada che collega Fontanetto Po con la strada “delle Grange” per Vercelli si attraversa il territorio della Riserva, che si estende lungo una fascia di risorgive (vedere i depliant dedicati). Svoltando a sinistra all’altezza della Cascina Favorita e girandovi intorno si entra nella Riserva raggiungendone il cuore e il Centro studi sulle aree umide, sede operativa dell’Ente-Parco. Questa parte è recintata, le visite sono regolamentate; vi si svolge un’intensa attività di studio su specie ed habitat caratteristici delle zone umide.
È aperto ora anche il primo Bat & dragonfly center d’Italia, dedicato a pipistrelli e libellule, sono disponibili capanni fotografici: www.skuanature.com

5. Fontanetto Po: Antico Mulino-Riseria “San Giovanni”. *
A breve distanza dal centro abitato, lasciata la ex SS 31 bis verso sud ci si trova al Mulino tuttora funzionante e alimentato dalla forza dell’acqua scorrente nella vicina Roggia Camera (un importante elemento del reticolo idrografico minore). Questo mulino di plurisecolare storia porta i visitatori in una dimensione “poetica”, in cui vi è ancora un legame tra l’uomo, la terra e l’acqua. Proseguendo lungo la strada sterrata attraverso le risaie si raggiunge l’area pic-nic nei pressi della ruota sulla roggia Logna. Qui vicino vi era anche il punto di attracco del Porto natante, che trasportava uomini e beni all’antistante Piagera di Gabiano. Questa zona è ad accesso libero. L’area è attrezzata anche con un attracco per canoe; si può percorrere un sentiero che scende parallelamente al fiume e collega quest’area con l’Isola Colonia di Palazzolo Vercellese (n° 15). Info: Mauro Gardano tel. 0161840120, email: maurogardano@libero.it

6. Moncestino: belvedere antistante il municipio.
La strada verso Gabiano attraversa il territorio di Moncestino. Il centro abitato è sul crinale della collina che a tratti presenta pareti scoscese, calanchi. Quando fu fondato il borgo franco di Moncestino, da questa posizione molto panoramica sicuramente il paesaggio si presentava diverso: il Po era più lontano dalla collina, le risaie non esistevano ancora, la foresta era ancora molto estesa, radure, zone paludose erano interrotte solo dagli altri borghi franchi: Crescentino, Fontanetto, Palazzolo… si intravedevano le abbazie di San Genuario e di  Lucedio, circondate da piccole aree coltivate.
Moncestino è compreso nei Sentieri della libertà.

7. Gabiano: mercato ortofrutticolo della Piagera.
Ogni domenica è un’occasione imperdibile per toccare con mano le primizie del territorio, sentirne i profumi, le animate conversazioni dialettali.

8. Gabiano: Castello.
Affrontando la salita si raggiunge il centro di Gabiano, dominato dal municipio e dal castello; la posizione rilevata, la torre massiccia, il profilo merlato ne fanno un segno di riferimento sia per la parte collinare che per la pianura; il panorama è notevole, a 360°, con la vista di un bel tratto di fiume. Visitabile solo in occasione di manifestazioni.
info: Castello di Gabiano: tel. 0142945004, info@castellodigabiano.com

9. Gabiano: belvedere di Cantavenna.
La strada prosegue a saliscendi, attraversando frazioni e scorci panoramici ora della parte collinare, ora della pianura e fino alla corona delle Alpi; all’ingresso di Cantavenna, dopo una curva  vi è un piccolo slargo in posizione di visibilità notevole, dove un pannello di lettura offre molte informazioni per interpretare il paesaggio visibile.

9 bis . Camino: Rocca delle Donne.
Sulla strada che da Cantavenna percorre il crinale collinare ed arriva a Camino, un bivio a sinistra conduce a un “promontorio” sul Po, dove si trova l’abitato di Rocca delle Donne. Per via della posizione strategicamente dominante il fiume è abitata da tempi molto antichi, ben prima che vi sorgesse un monastero femminile, da cui il nome. Nel XII secolo assunse grande importanza per la presenza di religiose appartenenti alle famiglie nobili.
Controllò per lungo tempo il traghetto fluviale sottostante, riscuotendone il dazio. Ora è un borgo rurale, che gode di una vista impagabile sulla pianura vercellese e fino al Monte Rosa.
Comune di Camino, tel. 0142469131; www.comune.camino.al.it

 

 

9 ter. Palazzolo Vercellese: Isola Colonia.

Si trova proprio sotto la Rocca delle Donne, sulla sponda opposta, cui era collegata tramite traghetto a fune fino a metà del secolo scorso. È raggiungibile dalla ex SS 31 bis, proseguendo da Fontanetto Po in direzione Casale; arrivati all’altezza dell’abitato di Palazzolo V.se, svoltare a destra e proseguire per circa 1 km sulla strada sterrata che punta dritto verso la collina; in prossimità della riva fluviale, svoltare a destra per accedere all’area pic-nic poco distante. Nei primi decenni del XX secolo quest’area fu utilizzata come Colonia elioterapica per i bambini del paese, una sorta di centro estivo ante-litteram, attrezzato con un bell’edificio, giochi, un curioso aereo di cemento che fungeva da doccia estiva. Nei decenni a seguire divenne luogo delle feste della comunità, pranzi sociali e balli. Gravemente danneggiato dall’alluvione del 2000, l’area è stata affidata in gestione all’Ente-Parco che ha ricostruito l’area per pic-nic, tenendo conto del rischio idraulico; c’è anche un attracco per canoe. È stato inoltre sostituito un vasto pioppeto con un boscodi maggior valore naturalistico, in via di affermazione. Di qua parte un sentiero che collega quest’area con la “pista da riso” di Fontanetto Po (n° 5)
10. Camino: piazza della Chiesa, belvedere.
Proseguendo il percorso molto panoramico si arriverà a Camino, raggiungibile anche da Trino, attraversando il ponte sul Po e risalendo la collina boscata. Posizione con buona visibilità sulla pianura, il sottostante paese di Trino, le Alpi.

11. Camino: bosco della Carcara.
dalla piazza del paese, seguendo le indicazioni del pannello del sentiero autoguidato, si percorrerà un tratto del paese verso est (Cornale), poi una strada sterrata che farà giungere in posizione sopraelevata rispetto alla Garzaia di aironi cinerini, di fronte alla Riserva naturale speciale di Ghiaia grande;

12. Camino: Castello.
Il castello domina il paese dalla parte più alta della collina; il giardino storico è molto interessante, molto panoramico, con uno zoom sulla Riserva di Ghiaia Grande, la grande quercia che la domina e la Grangia di Pobietto;
0142 469134 E-mail: il.castello@libero.itinfo@castellodicamino.it

13. Camino: Tenuta Gaiano.
Si raggiunge percorrendo la strada che da Camino scende verso Trino, svoltando a destra e percorrendo un tratto di strada sterrata. Si tratta di una Grangia, insolitamente situata in collina, un tempo usata dai monaci di Lucedio per il soggiorno estivo; ora è azienda agricola dedita alla viticoltura, con una posizione molto panoramica.

18, 19, 20. Pontestura: Belvedere di piazza Castello, bosco del Roletto, torrente Stura

Scendendo da Camino si attraversa una bella valle tutta campi e aree boscate, e si arriva a Pontestura; in alternativa, da Trino si prende la strada per Asti, subito dopo il ponte sul Po c’è la deviazione per il centro abitato, che non ha subito violente trasformazioni e conserva il carattere di paese a vocazione agricola. L’interesse è rivolto alla posizione dell’edificato, sull’orlo del terrazzo, affacciato sulla fascia fluviale, in cui si scorgono ancora segni dei passaggi delle piene. La consuetudine all’attraversamento del fiume con traghetto è testimoniata anche dal nome di una delle vie che scendono verso il fiume: via Trino, che è orientata con l’asse che indica esattamente la direzione da intraprendere. Nel vicino bosco del Roletto, su un dolce rilievo che guarda verso la valle Cerrina, mentre i toponimi ci dicono che il paesaggio era fatto di boschi di “rul” e cerri, cioè querce, i ritrovamenti di fossili di animali ci fotografano un tempo lontano in cui il clima era diverso: elefanti, rinoceronti e altri mammiferi abituati a climi caldi. Il torrente Stura cinge una parte del territorio comunale a sud-ovest ed è ben visibile il corridoio alluvionale che forma prima di immettersi nel Po. Si segnala in proposito il sentiero CAI 749. Il Comune ha inoltre un importante raccolta-deposito di opere di Enrico Colombotto Rosso. Info: 0142466876

15, 17. Coniolo: Belvedere della chiesa parrocchiale, miniere, ansa di fiume.
Proseguendo da Pontestura verso Casale Monferrato in sponda destra la strada si arrampica a Coniolo, paese costruito sulla costa del rilievo collinare, molto panoramico. Un tempo il capoluogo era posto su un rilievo più basso, più vicino al Po. L’intensa attività di escavazione mineraria per il prelievo di marna calcarea, materia prima per la produzione di calce e cemento, produsse una fitta rete di gallerie e causò cedimenti e il crollo dell’abitato, che ora è detto Coniolo rotto. Nei pressi della chiesa parrocchiale vi è un belvedere sull’arco alpino e sulla pianura risicola, con vista su Morano verso le cui cementerie confluiva il calcare estratto. Nei pressi del palazzo municipale una strada volge a nord e scende verso Coniolo basso, per proseguire verso i porti, ennesimo punto di collegamento tra le sponde  fluviali, ora in disuso. Si segnala il sentiero CAI 730 sul tema delle miniere. Le miniere non sono visitabili attualmente; presso il Comune è ospitato il Museo etnografico*,  attinente al lavoro in miniera ed alla vita di Coniolo. Info: 0142408423.

22, 24,25,26: Trino: San Michele in Insula, Museo Irico *, Grangia di Lucedio * e Madonna delle Vigne.
Trino è uno dei borghi franchi voluti dal Comune di Vercelli nel XIII secolo, nel suo programma di governo del territorio. In realtà vi erano insediamenti precedenti ed il Museo Irico ne conserva testimonianze importanti. ll Castello è parte della storia del Piemonte, così come la chiesa di San Michele, risalente all’altomedievale un tempo isolata, ossia distaccata dal centro abitato ma anche fisicamente isola in quanto circondata da una roggia. Verso nord, fuori dal centro abitato, vi è la zona delle Grange, intorno alla “madre” Abbazia di Lucedio, poi divenuto Principato. Il ruolo dell’Abbazia di Lucedio è fondamentale nell’evoluzione del paesaggio: di qui ebbe impulso il disboscamento della foresta planiziale per conversione dei terreni ad usi agricoli, di qui partì la coltivazione del riso, di qui la volontà di formare una rete di abbazie a forte vocazione agricola: il sistema delle Grange. Infine Madonna delle Vigne, edificio di culto ora inutilizzato, in posizione molto interessante sul rilievo di Trino, dove presumibilmente vissero i primi uomini.
Info: comune di Trino: tel. 0161806011, www.comune.trino.vc.it; Museo Civico G. Irico: tel. 0161 829062, mail: tridinum@iol.it; Principato di Lucedio: tel. 0161/81519, www.principatodilucedio.it;

23: Trino: Bosco delle Sorti della Partecipanza.
Eccezionale testimonianza vitale del passato: il bosco è l’ultimo rimasto della vasta foresta della pianura, ora scomparsa, di grande valore storico anche per la particolare forma di gestione collettiva, che prevede che i cittadini appartenenti a famiglie di Trino partecipino del taglio controllato di porzioni del bosco, scelti tramite sorteggio. Tutelato dalla Regione Piemonte come Parco naturale, di grande importanza naturalistica per le specie arboree, gli habitat ivi presenti, vi sono numerosi percorsi segnalati che attraversano il Bosco, un Centro-visite presso la Cascina Guglielmina. La sede della Partecipanza dei Boschi è in Trino. Al margine del Bosco vi è la più grande garzaia esistente in Piemonte , in cui nidificano migliaia di aironi cenerini, garzette, nitticore, aironi guardabuoi e sgarze ciuffetto. Info: Parco: tel.  0161/828642, www.parks.it/parco.partecipanza.trino

21. Morano sul Po: Grangia di Pobietto. *
Superato Trino, una deviazione dalla ex SS 31 bis porta nel cuore di una vasta area risicola, nei pressi della Riserva naturale speciale di Ghiaia Grande. Da notare la posizione del nucleo edificato, che si attesta in posizione rialzata e più sicura rispetto ai terreni adiacenti più soggetti alle piene. In quest’area sono stati trovati reperti a testimonianza della presenza umana sin dai tempi del neolitico. La Grangia è un articolato complesso di edifici, di cui una parte risalente al XII sec, la bella chiesa attribuita all’architetto Scapitta al XVIII sec. La maggior parte degli edifici è di uso agricolo o inutilizzata. La tenuta comprende anche molti ettari di terreni circostanti, ed è proprietà dell’Ospedale Sant’Andrea di Vercelli, ora ASL 11. L’Ente-Parco ha predisposto un programma di valorizzazione della Tenuta, che la pianificazione regionale prevede diventi Grangia modello, ovvero caso esemplare di gestione multifunzionale in cui coesistono usi agricoli, fruitivi, didattici.

27, 28, 29: Casale Monferrato: lungo Po, Sede operativa dell’Ente-Parco, ex discarica Bagna.
Le strade segnalate: sia la ex SS 31 bis in pianura, sia le strade provinciali che  seguono i profili collinari, arrivano a Casale Monferrato, il più importante centro abitato del Parco. Sono visibili i temi legati all’insediamento urbano e al rapporto col fiume: l’attestamento antico dell’edificato, in posizione rilevata e sicura; la zona di espansione edilizia del dopoguerra, che ha subito pesantemente le ultime alluvioni; il non-rapporto della città con il Po, su cui si insediò nei decenni passati una discarica ora messa in sicurezza e oggetto di riqualificazione ambientale; la difficoltà di accesso alle sponde da parte dei cittadini. La lettura del paesaggio si completa con lo sguardo sulle colline, la presenza delle cementerie, le sponde artificiali, l’attraversamento cittadino del Po. Per informazioni sui progetti di riqualificazione ambientale dell’Ente-parco, si può contattare la Sede di viale lungo Po Gramsci 10. Per offrire informazioni su bandi e opportunità di azioni per un futuro sostenibile è disponibile lo Sportello Infofiume.

44. Casale Monferrato: Grangia di Gazzo.
Si trova vicino alla frazione Terranova, vicino alla sponda destra del Sesia, nei pressi della confluenza col Po.

30: Villanova: Mulino.
Al termine della ex SS 31 bis, proseguire in direzione di Vercelli; si tratta del primo borgo nuovo fondato da Vercelli, ha conservato caratteri tipici del piccolo centro agricolo,a dimensione umana, caratterizzato dall’attraversamento di rogge e canali. Il Mulino è un interessante monumento di importanza storico-documentale, con il corredo di attrezzi e macchinari. Necessita di interventi di riqualificazione ma il valore testimoniale è indubbio.

32 strada Casale Monferrato – Frassineto Po.
La strada “vecchia” che congiunge i due comuni segue in certa misura il percorso del fiume; passato il ponte sul Po in direzione del centro storico di Casale si svolta a sinistra, quindi si passa sotto la ferrovia e accanto ad una grossa caserma militare ora in disuso. il paesaggio presenta caratteri e presenze tipiche delle zone concentriche alle aree densamente urbanizzate. Uscendo dal centro abitato e superata l’autostrada A26, sulla sinistra si trovano le ex discariche comunali chiuse da tempo. Accanto è in corso un interessante progetto di riqualificazione ambientale con formazione di aree umide, attraverso l’estrazione di inerti; l’area di cantiere non è per ora visitabile, tuttavia l’Ente-Parco, che ha promosso l’intervento, effettua monitoraggi periodici dell’andamento dei lavori e dei primi risultati.
Proseguendo verso Frassineto Po, la strada si trova sul limite del Terrazzo Wurmiano, la pianura digrada verso il fiume e che gli edifici isolati sono localizzati nella parte più alta. La strada compie una curva molto pronunciata, a falce, che segue un vecchio meandro fluviale ora ridotto ad un fosso di raccolta delle acque.

31 Frassineto Po: Palazzo Mossi *.
Il paese accoglie i visitatori con due ali di case a due piani, la piazza del mercato, la chiesa. Si coglie l’immagine di un centro dedito alle attività agricole, in parte convertito ad altre attività economiche, che tuttavia mantiene un generale equilibrio di volumi e di organizzazione degli spazi, trasmettendo l’idea di una realtà a misura d’uomo. Svoltando a sinistra si raggiunge il centro del paese, dominato dalla chiesa parrocchiale, il municipio e la casa del parroco. A breve distanza si trova Palazzo Mossi. L’edificio è in parte di proprietà comunale e ospita il Centro di interpretazione del paesaggio del Po. È possibile raggiungere il fiume che si trova a breve distanza dal paese, e percorrere uno degli itinerari segnalati dall’Ente-Parco, per vedere ampi scorci di fiume Po in corrispondenza della confluenza con la Sesia.

33 Valmacca: Torre d’Isola.
La strada principale attraversa Frassineto Po e prosegue in aperta campagna in direzione di  Ticineto e quindi di Valmacca.  Da qui la strada che punta dritta verso il Po, direzione nord-est, conduce a Torre d’Isola, il cui nome suggerisce che in passato non era in continuità col territorio di Valmacca, ma ne era separato da un braccio di fiume. La posizione è molto bella, essendo sull’orlo della sponda fluviale, che presenta un dislivello marcato e consente un’ampia visuale. È un luogo molto interessante per la presenza di numerose specie ornitiche, soprattutto nei periodi di migrazione e di svernamento.

34 Valenza: Belvedere.
Ritornando sulla strada principale di collegamento Casale Monferrato-Valenza, il lungo rettilineo che corre nel tratto di pianura è caratterizzata dalla coltivazione di pioppi. Di fronte a Bozzole vi è la collina di Pomaro su cui domina il castello; si stringe la fascia pianeggiante, avvicinandosi al fiume che l’argine non consente di vedere. Il nastro serpentino del Torrente Grana costeggia un tratto di strada e terminerà a Valenza la sua corsa verso il Po. Entrando in Valenza si noterà sulla destra una zona di espansione edilizia recente a carattere residenziale e produttivo, organizzata secondo l’andamento del “vallone”. Andando verso il centro di Valenza e seguendo le vecchie mura lungo il crinale collinare scosceso, giunti al Belvedere si vedranno ampi tratti della pianura sottostante, il Po, spaziando sulla Lomellina. Nella piana sottostante oltre il torrente Grana vi è un’area comunale, un tempo sede dei pozzi dell’acquedotto, ora dismessi. La zona è stata oggetto di un intervento dell’Ente-Parco che ha portato alla formazione di un bosco naturaliforme attraversato da viali, un’area pic-nic e un percorso attrezzato.  Scendendo all’area, che si chiama “Bosco Musolino”, si vedrà bene la scarpata poligenica del ripiano alluvionale, apprezzando ancora una volta i criteri di scelta che portarono a edificare in luoghi rialzati.

35. Valenza: Villa Gropella *.
Un tempo isolata, su un rilievo ad ovest di Valenza, si trova ormai in zona industriale, in una situazione di contrasti tra la vocazione agricola e l’aspetto di casa di campagna, luogo di delizie, in rapporto dialettico con gli antistanti capannoni artigianali. Il complesso è formato da una parte padronale, architettonicamente interessante, e una parte rustica dove tuttora si svolgono le attività agricole. Il parco della Villa è stato inserito tra i
giardini storici e botanici della Regione Piemonte. Info: 0131951166, www.gropella.it

36. Frascarolo: Cascina Belvedere, Centro visite dell’Ente-Parco.

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37. Pecetto di Valenza: la Rocca.
Attraversata Valenza e proseguendo in direzione di Bassignana, questo tratto di strada esemplifica al viaggiatore il concetto di “megalopoli padana”: le periferie si allargano, in particolare lungo le strade principali, in una successione di residenze, aree artigianali e commerciali, che rischiano di soffocare le caratteristiche di quel territorio nell’anonimato e nella banalizzazione delle strutture prefabbricate. Salendo verso Pecetto tuttavia la percezione cambia: si riscopre il paese pressoché intatto, salvaguardato dalla sua posizione impervia.
In cima, dietro al palazzo municipale vi è l’accesso alla Rocca. Si tratta di un’emergenza di roccia più dura che è come la prua di una nave volta verso nord-est, in direzione del Po e della piana della Lomellina. Vi sono delle preesistenze murarie, testimonianze di antiche esigenze difensive, e un interessante piccolo giardino botanico delle piante del Monferrato. Offre una spettacolare visuale dalle Alpi agli Appennini, nonché una bella visione di tutto l’abitato di Pecetto, con la distesa dei tetti in coppi. Un pannello descrittivo fornisce informazioni e chiavi di lettura attinenti al paesaggio visibile.

38,39: Bassignana: passeggiata e confluenza Po-Tanaro.
Scendendo da Pecetto di Valenza, in direzione nord-est si raggiunge Mugarone, frazione di Bassignana, da dove è possibile partire per una bella passeggiata che costeggia il Po. Si tratta di un borgo franco le cui dimensioni e leggibilità di impostazione sono da manuale. Si noti anche la posizione scelta per l’edificato, sull’orlo del terrazzo. La passeggiata può proseguire fino ad addentrarsi in Riserva naturale speciale “Confluenza del Tanaro”.

40. Rivarone: affaccio sul Tanaro.
Uscendo da Bassignana in direzione sud si giunge a Rivarone, piccolo paese con uno spettacolare affaccio su un’ansa del Tanaro. Un tratto di sponda è attrezzato per passeggiate, soste e attracco di piccole imbarcazioni.

41. Isola Sant’Antonio: paleoalveo del Tanaro.
Nella parte finale del nostro territorio, in particolare andando da Rivarone verso Sale e Alluvioni Cambiò, fino ad Isola Sant’Antonio, si possono notare dalle carte e poi riscontrare sul terreno i vecchi meandri del Po, come grandi falci che disegnano il territorio e possono ancora coincidere con lanche o rii del reticolo idrografico secondario. A valle del ponte che collega Isola con Pieve del Cairo è in corso un interessante progetto di riqualificazione ambientale con formazione di aree umide, attraverso l’estrazione di inerti; l’area di cantiere non è per ora visitabile, tuttavia l’Ente-Parco, che ha promosso l’intervento, effettua monitoraggi periodici dell’andamento dei lavori e dei risultati.

42: Breme: Abbazia di San Pietro*.
E’  fuori dal territorio di competenza dell’Ente-Parco, ma compreso nella sua Area Turistica;  si raggiunge superato il Po a monte di Valenza in direzione nord-ovest per Torre Beretti e Candia Lomellina;; l’abbazia è in centro abitato, ora sede del Municipio. Costruita alla metà del X secolo, da parte dei monaci provenienti dalla Novalesa; il luogo fu scelto sia per la fertilità dei suoli che per la posizione strategica: un’altura vicino alla confluenza Po-Sesia, non lontano da Pavia, sede imperiale. In declino nei secoli XVI e XVII,  la chiesa fu abbattuta nel periodo napoleonico. L’edificio attuale risale al XVI secolo, mentre la cripta è precedente. Info: 038477001, www.comunebreme.it;

43. Sartirana: Castello *.
E’  fuori dal territorio di competenza dell’Ente-Parco, ma compreso nella sua Area Turistica;  si raggiunge superato il Po a monte di Valenza in direzione nord-ovest per Torre Beretti, in centro abitato. Edificato dai Visconti nel Trecento, ampliato sotto gli Sforza dal celebre architetto militare Bartolomeo Fioravanti. Ospita il Museo Etnografico della Lomellina. Info: 0381690370, www.vigevanopromotions.it

45, 46. Frascarolo: Castello * , Abbazia di Santa Maria di Acqualunga *.
E’  fuori dal territorio di competenza dell’Ente-Parco, ma compreso nella sua Area Turistica;
proseguendo oltre il Centro visite “Cascina Belvedere” si raggiunge il centro abitato di Frascarolo dove si trova il Castello. Edificato dai Visconti nel Trecento, fu al centro di contese tra varie signorie per il possedimento della Lomellina. Fu distrutto da un incendio nel 1404, ricostruito e quindi radicalmente trasformato nell’attuale residenza signorile dalla famiglia Vochieri alla fine del XIX secolo, ora è sede del Museo del contadino.
L’Abbazia sorge fuori paese in direzione Pieve del Cairo, lungo una strada secondaria che devia verso nord. Di grande importanza storica per il ruolo avuto nel governo del territorio, in parallelo all’abbazia di Lucedio. La piccola chiesetta medioevale, con annesso il monastero, furono eretti nel 1180 da Ascherio, abate cistercense  proveniente dal monastero di Rivalta Scrivia.  Info: www.museodelcontadino.it

47. Motta dei Conti: Ponte romano.

48, 49. Costanzana: possedimenti della famiglia Mossi.
Fuori sia dal territorio di competenza dell’Ente-Parco, sia dalla sua Area Turistica;
oltre Balzola, andando verso Costanzana si attraversa una frazione edificata dalla famiglia Mossi, proprietari originari del Palazzo sede del Centro per l’interpretazione del paesaggio del Po. Gli edifici aulici sorprendono nel contesto agricolo, come sorprende il tempietto circolare neoclassico in aperta campagna  agli atti degli archivi vi è un progetto per un vasto giardino con vasche, elementi classici.

50. Monteu da Po: Industria.
Fuori sia dal territorio di competenza dell’Ente-Parco, sia dalla sua Area Turistica;
risalendo in sponda destra il Po, in area di competenza del Parco del Po tratto torinese, nei pressi della ex SS 31 si trova l’importante sito archeologico di Industria, noto porto  preromano e romano. Era chiamato Bodincomagus, termine che indica un tratto di fiume con acque profonde, quindi navigabili. Anticamente la confluenza tra la Dora Baltea e il Po era in corrispondenza di questo sito, che era molto importante per gli scambi commerciali. Fu luogo di culto dedicato a divinità orientali.
Info: sig. Nigro, tel  3393105197, www.parks.it/parco.po.to;

Box:
il paesaggio percepito dalla sponda destra: la strada da Verrua Savoia fino a Casale Monferrato offre scorci spettacolari dalle “balconate naturali”: il fiume è quasi a ridosso del rilievo collinare, con ampie fasce boscate, confinanti con campi coltivati e pioppeti. La pianura passa da una “terra asciutta”, che a vista si estende oltre Saluggia e fino al territorio di Crescentino, coltivato soprattutto a mais, alle “terre d’acqua” vocate interamente al riso che si spingono oltre Vercelli. Si vedono le macchie scure delle Riserve naturali della Palude di San Genuario e di fontana Gigante, ai lati del Parco Naturale  Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino. Le torri di raffreddamento della centrale G.Ferraris catturano lo sguardo dell’osservatore da ogni angolazione, emergono in modo preponderante per la sproporzione col contesto. La nuova centrale in costruzione aggiunge un elemento di discontinuità e disequilibrio nella composizione formale delle visuali successive, come accade in modo più puntiforme per gli altri insediamenti industriali isolati a Crescentino, a Trino, a Morano sul Po e a Casale Monferrato.

Box:
il paesaggio percepito dalla sponda sinistra: la ex SS 31 bis collega Crescentino a Casale Monferrato. Un tempo attraversava tutti i centri abitati, ora vi passa tangente, tracciando anche un limite al possibile sviluppo edilizio. Una caratteristica interessante è che diversamente da altre zone della pianura padana e dalla tendenza generalmente diffusa di espandere le edificazioni periferiche in modo disordinato, questa zona contiene lo sviluppo delle periferie. Risultano quindi ancora ben percepibili i singoli centri abitati, con ampi spazi coltivati a ritmarne la successione. Dalla pianura si percepisce quindi un territorio a 3 dimensioni, grazie alle quinte delle colline del Monferrato e delle Alpi. Le torri della centrale G. Ferraris, viste dal basso, dialogano con campanili e torri civiche. Il Po da questa posizione non si vede, ma si intuisce solo osservando rilievi e saliceti della fascia riparia.

* occorre prenotare per visitare questi siti (rivolgersi all’Ente-Parco ove non diversamente indicato)

sono disponibili presso le sedi dell’Ente-Parco i seguenti opuscoli informativi/cartografia: “Incontro con la biodiverità del Parco Fluviale del Po e dell’Orba”,  “Itinerari naturalistici della RN Palude di San Genuario”, e “Leggere Trame”.

Tramonto-sul-Po